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Catechismo 21/22 - Gruppo 11 anni


MISERICORDIA E CARITA'

Come trasportare il senso delle due parole nella vita di tutti i giorni per i ragazzi di 10/11 anni?

Con un laboratorio creativo abbinato ad un mercatino dove i ragazzi potranno mostrare, spiegare e offrire i lavoretti natalizi da loro realizzati e il ricavato devolverlo a dei bambini meno fortunati di loro.    

Cosi facendo i ragazzi hanno adempiuto in pieno (PUR DIVERTENDOSI) alla carità, ovvero fare del bene al prossimo per amore di Dio; infatti Gesù ci ha lasciato questo comandamento.       

“AMA IL PROSSIMO TUO COME TE STESSO”

A completamento ci sarà un incontro con la dirigente della caritas parrocchiale e una visita ai locali della Caritas.

Questo il nostro programma della prima parte di catechismo. Riprenderemo dopo le vacanze natalizie con altre attività.          





Purtroppo, riprendiamo il nostro cammino catechistico dopo la pausa natalizia, con una sospensione causa covid. Accantonata per il momento la recita ci organizziamo con delle schede e dei video a cartoni che verteranno di volta in volta su argomenti che ci avvicinano alla Pasqua. COMINCIAMO CON LA RUBRICA * UOMINI E DONNE COME NOI *per conoscere meglio i santi, con un video su SANT ANTONIO ABATE SANTO PROTETTORE DEGLI ANIMALI che si festeggia il 17 gennaio.                                            

Prossima scheda il 30 GENNAIO per prepararci meglio sulla festa della CANDELORA (PRESENTAZIONE DI GESÙ AL TEMPIO) e un breve filmato. Per continuare il laboratorio che faremo a distanza verrà consegnata una candela che i ragazzi possono decorare a loro piacimento.


SAN BIAGIO

 

Il 3 febbraio si ricorda San Biagio.     

 

San Biagio e il santo patrono del comune di Orbetello, una sua statua e posta sulla porta spagnola attraverso la quale si entra nel centro storico di Orbetello.

San Biagio (Biagio di Sebaste) fu medico e vescovo cattolico vissuto a cavallo tra il III e il IV secolo in Asia Minore.

A causa della sua fede fu imprigionato dai Romani, durante il processo rifiutò di rinnegare la fede cristiana: per punizione fu straziato con pettini di ferro usati per cardare la lana. Morì decapitato.

La chiesa cattolica lo ha dichiarato santo e protettore della gola riconoscendogli un «miracolo». Secondo la tradizione, infatti salvò un giovane da una lisca che gli si era conficcata in gola: Biagio diede al ragazzo morente una grossa mollica di pane che scendendo in gola la rimosse. 

Il legame con Milano però è molto più moderno. E in particolare è dovuto a un frate goloso di nome Desiderio e a una massaia. Secondo la leggenda, tutto iniziò poco prima del periodo natalizio quando quest’ultima portò al frate un panettone affinché lo benedicesse. Lui, forse troppo occupato o procrastinatore, certamente molto goloso, si dimenticò del dolce per diversi giorni, salvo spiluccarlo man mano fino a non far rimanere solo l'involucro. Quando la donna tornò era il 3 febbraio e il panettone era già finito da un bel pezzo. Ma il religioso non si perse d’animo e condusse la donna all’angolo nel quale c’era l’involucro, pronto ad accampare qualche scusa per la sua «scomparsa». Ma con grande meraviglia scoprì che il panettone era «riapparso» grosso il doppio. E così questa sovrannaturale apparizione fu attribuita a San Biagio.

La tradizione contadina vuole che la mattina del 3 febbraio la famiglia faccia colazione con l’ultimo panettone superstite delle feste natalizie. Al dolce vengono attribuite proprietà «miracolose» in grado di preservare dai malanni della gola.

 

 

Luogo di nascita Sebastea (Armenia) III secolo       

                             

Logo della morte 3 febbraio 316 D.C. a Sebastea (Turchia)   

                                          

E’ venerato da tutte le chiese che ammettono il culto dei santi e invocato contro le malattie della gola e per la protezione contro gli uragani.

                                                                                                                               

ATTRIBUTI

 Bastone Pastorale, Candela, Palma, pettine per lana, bambino supplicante, maiale.                                                                         

 

PATRONO

dei Pastori, Agricoltori, Materassai, Laringoiatri

SANTO PROTETTORE DI ORBETELLO

 

A Orbetello il 3 febbraio si celebra la festa liturgica del santo, dove i pescatori della laguna donano il loro pesce. Il 12 maggio c'è la Traslazione, ovvero i pellegrini prelevano il teschio del Santo dalla Chiesa di Ansedonia e lo portano in processione lungo la laguna, fino alla parrocchia di Orbetello.

 

La testa di San Biagio.

Secondo la tradizione, alcuni contadini, mentre aravano i campi ai piedi della collina di Ansedonia, videro spuntare tra le zolle un cranio umano; mentre stavano per raccoglierlo, i buoi aggiogati all’aratro si inginocchiarono, al che capirono di essere di fronte ai resti di San Biagio: lo posero dentro un’urna e lo collocarono nella chiesa lì vicino, dedicata al santo.

Nel 1414, quando i senesi conquistarono Orbetello e il suo territorio, sottrassero le reliquie che furono portate nel Duomo di Siena; gli orbetellani nel 1434 ne chiesero la restituzione, che la Repubblica si disse pronta a concedere a patto che fossero rimborsate tutte le spese.

 

 

 

 

Successivamente, probabilmente alla metà del ‘500, le reliquie furono traslate dalla chiesetta di San Biagio di Ansedonia al Duomo di Orbetello e inizialmente furono conservate sotto l’altare di San Giovanni.

 

Nel 1692 vengono trasferite nella cappella dedicata al santo, appositamente costruita. Il reliquiario in cui erano conservate originariamente venne rubato nel 1892, ne fu quindi realizzato uno nuovo in argento e pietre preziose, raffigurante il busto del santo, ad opera dello scultore romano Cesare Aureli (1843-1923), al cui interno fu collocata un’urna di legno dorato dove erano riposte le reliquie.

 

Il 23 novembre 1960 furono rubate le gemme che adornavano il busto, mentre il 2 febbraio 2009, alla vigilia della festa del patrono, si riscontrò il trafugamento della reliquia, mai più ritrovata.

 

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La quaresima, un periodo di riflessione e penitenza. Che ci accompagna fino alla Pasqua di Resurrezione con il culmine nelle celebrazioni del Giovedì Santo ma soprattutto nella celebrazione della Via Crucis, la passione e la morte di Gesù. Un mistero che non sempre i ragazzi riescono a comprendere.

Per capire meglio, Con i ragazzi del laboratorio abbiamo pensato di realizzare noi stessi le stazioni della Via Crucis e le riflessioni; ogni ragazzo ha realizzato una stazione e insieme abbiamo scritto le riflessioni. Abbiamo preso delle mattonelle e i ragazzi le hanno dipinte e poi incollato delle immagini (prese dal libretto della via crucis presieduta da papa Francesco del 2015). In tal modo mentre le realizzavano si sono soffermati e riflettuto sulla sofferenza e l’amore di Gesù per gli uomini.

Abbiamo anche pensato di ripercorrere la Via Crucis con i ragazzi protagonisti durante una lezione di catechismo. Un bel lavoro che ha appassionato i ragazzi e anche noi catechiste.


Al rientro dalle vacanze pasquali i ragazzi saranno protagonisti di giochi, gare, e altri lavori sui santi per completare la nostra rubrica PERSONE COME NOI.