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Mercoledì 07 giugno 2023 - IX Settimana del Tempo Ordinario - Tempo liturgico dispari - Liturgia delle ore della feria – Colore liturgico verde – I Settimana del Salterio - A te, Signore, io mi rivolgo, in te confido. Gesù risponde alla domanda sulla vedova dei sette fratelli puntando l’attenzione sulla novità di vita e sulla potenza di Dio.

S. Antonio Maria Gianelli; S. Colman; B. Anna di S. Bartolomeo; B. Maria Teresa de Souburan La Louvière.

Tb 3,1-11a.16-17a; Sal 24; Mc 12,18-27.

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Prima Lettura - dal libro di Tobìa (Tb 3,1-11a.16-17a)

In quei giorni, con l’animo affranto dal dolore, sospirai e piansi. Poi iniziai questa preghiera di lamento: «Tu sei giusto, Signore, e giuste sono tutte le tue opere. Ogni tua via è misericordia e verità. Tu sei il giudice del mondo. Ora, Signore, ricòrdati di me e guardami. Non punirmi per i miei peccati e per gli errori miei e dei miei padri. Violando i tuoi comandamenti, abbiamo peccato davanti a te. Ci hai consegnato al saccheggio; ci hai abbandonato alla prigionia, alla morte e ad essere la favola, lo scherno, il disprezzo di tutte le genti, tra le quali ci hai dispersi. Ora, quando mi tratti secondo le colpe mie e dei miei padri, veri sono tutti i tuoi giudizi, perché non abbiamo osservato i tuoi comandamenti, camminando davanti a te nella verità. Agisci pure ora come meglio ti piace; da’ ordine che venga presa la mia vita, in modo che io sia tolto dalla terra e divenga terra, poiché per me è preferibile la morte alla vita. Gli insulti bugiardi che mi tocca sentire destano in me grande dolore. Signore, comanda che sia liberato da questa prova; fa’ che io parta verso la dimora eterna. Signore, non distogliere da me il tuo volto. Per me infatti è meglio morire che vedermi davanti questa grande angoscia, e così non sentirmi più insultare!».
Nello stesso giorno a Sara, figlia di Raguèle, abitante di Ecbàtana, nella Media, capitò di sentirsi insultare da parte di una serva di suo padre, poiché lei era stata data in moglie a sette uomini, ma Asmodèo, il cattivo demonio, glieli aveva uccisi, prima che potessero unirsi con lei come si fa con le mogli. A lei appunto disse la serva: «Sei proprio tu che uccidi i tuoi mariti. Ecco, sei già stata data a sette mariti e neppure di uno hai potuto portare il nome. Perché vorresti colpire noi, se i tuoi mariti sono morti? Vattene con loro e che da te non dobbiamo mai vedere né figlio né figlia». In quel giorno dunque ella soffrì molto, pianse e salì nella stanza del padre con l’intenzione di impiccarsi. Ma, tornando a riflettere, pensava: «Che non insultino mio padre e non gli dicano: “La sola figlia che avevi, a te assai cara, si è impiccata per le sue sventure”. Così farei precipitare con angoscia la vecchiaia di mio padre negli inferi. Meglio per me che non mi impicchi, ma supplichi il Signore di farmi morire per non sentire più insulti nella mia vita». In quel momento stese le mani verso la finestra e pregò: «Benedetto sei tu, Dio misericordioso, e benedetto è il tuo nome nei secoli».
In quel medesimo momento la preghiera di ambedue fu accolta davanti alla gloria di Dio e fu mandato Raffaele a guarire tutti e due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perché con gli occhi vedesse la luce di Dio, e a dare Sara, figlia di Raguèle, in sposa a Tobìa, figlio di Tobi, e così scacciare da lei il cattivo demonio Asmodèo.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale - dal Sal 24 (25)

R. A te, Signore, io mi rivolgo, in te confido.

Mio Dio, in te confido:
che io non resti deluso!
Non trionfino su di me i miei nemici!
Chiunque in te spera non resti deluso. R.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza. R.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore. R.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via. R.

Vangelo: dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,18-27)

In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: "Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe"? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».

Parola del Signore.

Invochiamo ogni giorno lo Spirito Santo anche se non abbiamo bisogno di suggerirgli quale dono darci.  Quando lo invochiamo Lui sa già di quale dono ci serve maggiormente, è sufficiente dire: “Vieni, Spirito Santo, concedimi il dono di cui ho più bisogno oggi affinchè la mia vita possa portare frutto e non sia sterile ed insipida”. Impariamo ad invocarlo ogni giorno e anche più volte al giorno e così non saremo mai delusi, così come ci suggerisce il salmo 24 che ci offre la liturgia di oggi: Mio Dio, in te confido: che io non resti deluso! Deludere viene dal latino ludus, gioco, è prendersi gioco, ti senti preso in giro. Dio non si prende gioco di noi bensì gioca con noi, sta con noi nel gioco della vita che è fatto da tanti aspetti, positivi e negativi. La strofa del salmo continua così. Non trionfino su di me i miei nemici! Chiunque in te spera non resti deluso. I nemici sono tutti quegli aspetti che sembrano darmi contro nel cammino della vita, è ciò che si abbatte su di me o contro di me, è normale che ci siano nemici, cioè fatiche, prove, crisi, tentazioni ma ciò che conta è sapere che non siamo disarmati di fronte ad essi ma Dio è al nostro fianco, gioca con noi per restare nell’immagine usata pocanzi. La partita della nostra esistenza non la giochiamo da soli ma insieme a Dio, sta a noi però coinvolgerlo o meno, spesso invece lo lasciamo in panchina e in più ci lamentiamo che non riusciamo a farcela.